YOGA E QUANTISTICA

«In un pomeriggio di fine estate, seduto in riva all’oceano, osservavo il moto delle onde e sentivo il ritmo del mio respiro, quando all’improvviso ebbi la consapevolezza che tutto intorno a me prendeva parte a una gigantesca danza cosmica… ”vidi” scendere dallo spazio esterno cascate di energia, nelle quali si creavano e distruggevano particelle con ritmi pulsanti, “vidi” gli atomi degli elementi e quelli del mio corpo partecipare a questa danza cosmica di energia, percepii il suo ritmo e ne “sentii” la musica, e in quel momento “seppi” che questa era la danza di Shiva, il Dio dei Danzatori adorato dagli indù.»
Fritjof Capra - Il Tao della fisica

Shiva è anche chiamato Nataraja, il «Signore della Danza», la cui danza cosmica, detta Tandava, è ciò tramite cui l’universo viene manifestato, preservato e infine riassorbito. Essa è simbolo dell’eterno mutamento della natura, dell’universo manifesto, che attraverso una danza scatenata Shiva equilibra con armonia, determinando la nascita, il moto e la morte di un numero infinito di corpi celesti. Nell’ambito dell’iconografia più classica, il dio viene rappresentato con una folta chioma, con quattro braccia (una per ogni punto cardinale), mentre compie un passo di danza. Due delle braccia sono aperte, leggermente piegate, una delle mani sorregge un tamburello, lo strumento musicale con cui ritma la sua danza e l’altra una fiamma che rappresenta il fuoco con il quale genera la distruzione. Shiva danza all’interno di un cerchio di fuoco, raffigurato da tante piccole fiammelle, che rappresentano il rogo del mondo. Schiaccia sotto il suo piede destro la figura mitologica di un nano, il quale rappresenta l’oscuramento cui sono preda gli esseri umani (o ignoranza), e che solo il dio è in grado di dissolvere; oscuramento dovuto all’illusione dell’esistenza di una qualche realtà immutabile del mondo, che invece è solo transitoria (maya).
Quando Shiva inizia a danzare, tutta la Terra trema, e la vibrazione si estende a tutto l’Universo che, bruciando, si sgretola sotto il ritmo della danza. L’Universo si dissolve e la sua energia diminuisce sempre di più fino a concentrarsi in un singolo punto, questo punto lentamente si dissolve, lasciando solo un tenue suono, una vibrazione primitiva, di intensità sempre più debole, che alla fine si annulla disperdendosi nel vuoto. E il vuoto rimane tale, fino al momento in cui il dio, riprendendo la sua danza, decide di creare un nuovo Universo, ripercorrendo in senso opposto tutti i passaggi della distruzione: il ritmo della danza fa vibrare il vuoto, da cui scaturisce un suono, che si concentra in un punto denso e di dimensioni infinitesime, il quale continuando a vibrare, aumenta di dimensione fino ad esplodere in un nuovo Universo. A questo punto, Shiva smette di danzare e la creazione è compiuta. (un pò come la teoria del big-bang)
Il messaggio spirituale di tutto l’Induismo è l’idea che la moltitudine di eventi e oggetti che ci circondano sono differenti manifestazioni della stessa realtà ultima, detto Brahman, sorta di “energia” cosmica, impersonale, inconoscibile, dalla quale si forma – per emanazione e non per creazione – tutto l’universo. Confondere le diverse forme in cui questi si presenta, senza percepire un’unità alla loro base, significa ricadere nel cosiddetto «incantesimo di Maya», nell’illusione di pensare le forme e le strutture attorno a noi come realtà della natura, anziché frutti della mente umana, la quale misura e classifica.
Ma perchè Yoga e la Fisica Quantistica?
Iniziamo a capire meglio il significato di fisica quantistica…

Mentre nella fisica classica o newtoniana il riferimento sono le cose tangibili la quantistica mette in discussione la realtà studianto il comportamento delle particelle atomiche e subatomiche
Se la fisica classica, un tempo, si limitava a descrivere solo il mondo che possiamo cogliere con i nostri cinque sensi, la fisica quantistica invece sta oggi descrivendo il mondo invisibile delle particelle, che assomiglia in modo sorprendente al nostro mondo interiore, le cui leggi spesso sono opposte a quelle che governano la realtà esterna.
Grazie alle scoperte dei fisici quantistici stiamo avendo dunque la conferma scientifica di ciò che i maestri spirituali di tutti i luoghi e di tutti i tempi ci hanno insegnato e cioè che la realtà così come la percepiamo è solo un’illusione (il velo di maya lo chiamò Schopenhauer prendendo spunto dall’induismo), poiché tutto ciò che veramente esiste è l’informazione, ovvero l’energia, qualcosa che non è possibile vedere e toccare, ma che può solo essere percepito e “sentito” attraverso i nostri sensi sottili, le cosiddette facoltà extrasibili, prima fra tutte, la nostra intuizione.
Nella meccanica di Newton tutti gli eventi fisici sono ridotti al moto di punti materiali nello spazio, moto causato dalla loro reciproca attrazione, cioe dalla forza di gravità.
Secondo Newton all’inizio Dio creò le particelle materiali, le forze che agiscono tra esse e le leggi fondamentali del moto
Le equazioni di Newton relative al moto dei corpi sono la base della meccanica classica, esse furono considerate le leggi immutabili secondo le quali si muovono i punti materiali e si pensò quindi che potessero spiegare tutti i mutamenti osservati nel mondo fisico.
La concezione meccanicistica della natura è quindi in stretto rapporto con un determinismo rigoroso.
La base filosofica di questo determinismo rigoroso era la fondamentale divisione tra l’IO e il mondo introdotta da Cartesio.
Agli inizi della fisica moderna spicca il nome di Albert Einstein.
Nella sua teoria della relatività vengono abbandonati sia il concetto newtoniano di spazio assoluto inteso come scenario immutabile dei fenomeni fisici, sia il concetto di tempo assoluto.
Lo spazio e il tempo diventano soltanto elementi del linguaggio che un particolare osservatore usa per descrivere i fenomeni dal proprio punto di vista.
La teoria della relatività generale di Einstein abolisce completamente i concetti di spazio e tempo assoluti.
Al volgere del nuovo secolo furono scoperti numerosi fenomeni in rapporto alla struttura degli atomi e inspiegabili in termini di fisica classica.
Ben lungi dall’essere particelle dure e solide come si riteneva fin dall’antichità, gli atomi risultarono costituiti da una vasta regione di spazio nella quale particelle estremamente piccole - gli elettroni - si muovevano attorno al nucleo, legati ad esso da forze elettriche. Le interazioni tra gli atomi danno luogo ai vari processi chimici, cosicchè in linea di principio è oggi possibile comprendere tutta la chimica sulla base delle leggi della fisica atomica.
L'esperienza del tempo è una delle esperienze umane primordiali, profondamente legata alla coscienza umana. Nonostante questa relazione intima tra il tempo e l'esperienza consapevole, il tempo si è dimostrato molto elusivo, in particolare nella fisica. Spazio e tempo sono parti integranti della nostra esperienza consapevole. Nei circoli mistici, spazio e tempo sono considerati molto sacri poiché formano l'arena sottostante su cui si svolge il dramma celestiale della creatività divina. È all'interno di spazio e tempo che l'intelletto umano coglie scorci di creatività divina.
Prendo spunto da un racconto di David Swenson dove in un video girato tempo fa spiega il significato di Vinyasa:
“Vinyasa è il nostro tentativo di sincronizzare il nostro movimento e respiro con il continuum spazio temporale”
E’ all’interno di questo spazio e tempo che gli atomi che ci formano, nelle asana, nel respiro e nel flow entrano consapevolmente in sintonia con il movimento dell’universo. Ed ecco come il capire un pò di fisica quantistica aiuta a connettere con il viaggio sul tappetino yoga.

Ka di Roberto Calasso
“Garuda si riscosse. Fra gli artigli, l’inno centoventuno del decimo libro del Rig Veda. L’occhio si fissò sulla stessa sillaba da cui tanto si era sprogionato. Ka (Prajapati). Ma quando era accaduto? E ancora accadeva? Un istante prima o in un altro eone? Il resto ne era disceso. E poi tornava la stessa domanda: chi è chi? Sollevò il rostro, aspirò l’aria che filtrava dal fogliame. Ancora una volta, era tempo di spiccare il volo ”
Sri Aurobindo:
“In effetti tutte le cose cominciano a modificare la loro natura e il loro aspetto; l’intera esperienza che si ha del mondo è radicalmente diversa…”
Niel Bohr:
“L’enorme ampliamento della nostra esperienza verificatosi negli ultimi anni ha messo in luce l’insufficienza delle nostre ingenue concezioni meccanicistiche e, di conseguenza, ha scosso i fondamenti su cui si fondava l’ordinaria interpretazione dei fenomeni osservati.”

