SHIVA & SHAKTI l'Equilibrio dei contrari che governa l'Universo
Secondo la visione Tantrica (Tantra è uno dei sistemi yoga esistenti) la creazione non è un processo che ha avuto inizio in un momento definito o definibile nel tempo, lo stesso vale per la Dissoluzione/morte, infatti entrambi i processi hanno luogo e si succedono in ogni momento da sempre: quello che esiste ed accade ora, al di fuori e dentro noi stessi, è perfettamente analogo a quello che è accaduto alle “origini”. Questo processo continuo può essere definito in una parola: EVOLUZIONE che è lo scopo e l’identità del processo Creazione/Dissoluzione. Tutto ciò che esiste si manifesta per effetto dell’interazione continua fra due poli opposti: uno essenzialmente STATICO – PURUSHA - SHIVA (che presenta comunque anche aspetti dinamici), e l’altro essenzialmente DINAMICO – PRAKRITI -SHAKTI (che presenta comunque anche aspetti statici).
Il dualismo esplorato nel mondo yoga ha la radice filosofica in Samkhya, una delle principali scuole di pensiero classiche dell’India. Samkya in sanscrito vuol dire “numerazione” e descrive l’origine e la manifestazione dell’universo. La visione del Samkya e’ quella di un vasto universo che si manifesta da una singola fonte di pura coscienza. Nel processo di manifestazione, l’universo diviene più solido e materiale. La coscienza pura originaria non scompare ma rimane come una polarità della realtà, Purusha. L’altra polarità, quella della materia, e’ chiamata Prakriti. Questa polarizzazione di spirito e natura serve a spiegare come e perché la natura umana viene in essere e la necessità delle pratiche spirituali per tornare a quell’Unione che è la sorgente del nostro essere.
Dall’unione di Purusha e Prakriti deriva tutto l’universo.
Questi principi di polarità nascono nelle Upanishad uno dei libri Veda, tramandati prima oralmente e poi trascritti.
I Veda (2000 ac- 1100 ac) sono una raccolta di testi sacri. La tradizione vuole che siano stati tramandati dai Rishi, saggi, che in stato di profonda meditazione hanno dato vita a questi testi di origine divina. Rappresentano la base del vedismo, la più antica religione delle popolazioni arie dell’India, da cui successivamente si svilupperà l’induismo. Essi hanno influenzato la cultura, la filosofia e la spiritualità indiana, fornendo le fondamenta per le successive tradizioni religiosee filosofiche del subcontinente.
“Veda” significa conoscenza completa e “anta” significa fine
Filosfia Vedanta
Il Vedanta spiega la relazione tra la realtà assoluta immanifesta (Brahman) e l’aspetto manifesto della vita. Sebbene Brahman sembri subire una trasformazione, in realtà non avviene alcun cambiamento reale. Il Vedanta lo spiega introducendo il principio di Maya, o “ciò che non esiste”. Maya può essere conosciuta solo attraverso la sua influenza. Attraverso l’influenza di Maya, Brahman rimane immutato ma appare come mondo manifesto. Fondamentalmente Vedanta dice che l’unica certezza è l’esistenza di Brahman.
Brahman è la realtà ultima e immutabile ed è non duale. Tutto il resto è Maya cioè un velo di illusioni.
Mi pemetto di fare un paragone con la filosofia Kantiana e metterei in tavola il concetto filosofico di noumeno, cioè quella realtà che esiste indipendentemente dalla percezione umana. Kant non identifica il noumeno come un dio o un essere assoluto, ma lo considera una realtà nascosta e inaccessibile. Al noumeno si contrappone il fenomeno cioè il mondo come lo percepiamo attraverso i nostri sensi.
Shiva – principio maschile universale
La figura di Shiva come lo conosciamo noi oggi prende forma nei Veda attraverso le Upanishad più recenti. Nel pantheon Indù, SHIVA è il nome di uno dei componenti della TRIMURTI: BRAHMA – VISHNU – SHIVA. SHIVA rappresenta l’aspetto Divino del DISTRUTTORE della manifestazione limitata ed è per questo che viene sempre considerato appartenente alla più alta dimensione Divina, quella della Trascendenza. E’ il signore della meditazione e il dio ascetico del monte Kailash.

La leggenda dice che SADA SHIVA “Colui che ha dedicato la sua esistenza al bene degli altri” conosciuto anche come SHIVA, è il MAESTRO PRIMORDIALE o GURU SUPREMO. SHIVA è Colui che ha offerto all’umanità la prima presentazione sistematica di un pensiero spirituale puro. Sempre a Lui viene attribuita la creazione della medicina tradizionale Indù, della musica e della danza spirituale personificata da SHIVA nell’ipostasi (personificazione) di NATARAJA, “il danzatore della grande festa senza fine della Vita Divina”.
Nella sfera sociale il contributo più importante di SHIVA all’evoluzione della civiltà consiste nell’aver concepito il concetto di DHARMA, che in sanscrito si traduce con il termine traccia – caratteristica innata – ciò che è proprio, il modo in cui le cose sono: di appartenenza dell’essere umano, la relazione con se stesso e gli altri. SHIVA ha rivelato che lo scopo dell’essere umano non consiste nell’ottenere la soddisfazione sensoriale bensì nel realizzare l’infinita Conoscenza e Beatitudine Spirituale.
Ogni insegnamento di SHIVA ha, da sempre, lo scopo di aiutare gli esseri umani.
La Sua “IMMOBILITA'” affascinante genera un’irresistibile attrazione ed emana un infinito splendore Divino; in questa ipostasi Lui è adorato come L’AMANTE UNIVERSALE, associato in modo essenziale ad un altro aspetto Divino che rappresenta la Sua controparte femminile: SHAKTI.
Shakti – principio femminile universale
SHAKTI rappresenta il PRINCIPIO UNIVERSALE dell’energia-forza, della creatività e, in virtù di questa energia, SHAKTI viene considerata la MADRE UNIVERSALE.
Dal più elevato punto di vista causale, SHAKTI rappresenta il Divino nella Sua manifestazione creatrice, è Lei stessa a generare, continuamente, questo Universo che nasce dalle Sue viscere. E’ Lei che concepisce, crea, sostiene e nutre infiniti mondi. Le Sue caratteristiche essenziali sono evidenziate nella seguente citazione: “Rispetto e adorazione per Colei che è ESSERE, COSCIENZA e FELICITA’ ASSOLUTA e che si manifesta come POTERE INFINITO; Essa, sotto forma di TEMPO e SPAZIO, è in tutto ciò che in essi è contenuto, e tutto è contenuto in SHAKTI; Essa costituisce la LUCE SUPREMA DIVINA di tutti gli esseri”. L’aspetto essenziale che definisce SHAKTI come meraviglioso e infinito potere supremo è la Sua perfetta identificazione, nella Sua Essenza, con l’ETERNO ASSOLUTO, TRASCENDENTE e IMMUTABILE SHIVA.
Lei rappresenta anche MAYA, l’illusione, che nasconde la Coscienza Assoluta e appare differenziata nella manifestazione, Essa è allo stesso tempo PRAKRITI nello stato non manifestato e non differenziato, ed è per questo che SHAKTI o l’ENERGIA FEMMINILE UNIVERSALE si polarizza in due forme di energia: STATICA e DINAMICA. Queste due forme di energia non devono però essere intese separatamente, divise l’una dall’altra dal momento che ognuna coesiste in ogni momento in un tutto indivisibile: in ogni sfera dell’attività della forza creatrice esiste l’aspetto dinamico dell’azione sostenuto dall’aspetto statico-potenziale che, rappresentando un fondamento dell’energia SHAKTI, si identifica in quella forma di energia latente, addormentata, che giace “attorcigliata” alla base della colonna vertebrale: l’energia KUNDALINI SHAKTI. (Tantra Yoga)
La manifestazione di SHAKTI non conosce né inizio né fine, ma anche se la sua attività è continua e infinita, la Sua energia agisce rispettando un ciclo specifico, ben definito in cui si alternano periodi di movimento e periodi di riposo.
Quando l’Energia Primordiale SHAKTI è in attività si muove provocando un numero incalcolabile di mutamenti, permutazioni e combinazioni; in questa fase Lei si oggettiva in tutto ciò che è manifesto dopo un periodo di “riposo”, durante il quale ha luogo una sorta di sintesi dell’energia accumulata in cui l’energia stessa viene regolata-modulata permettendo che si manifestino i processi della creazione: distruzione e mantenimento che si susseguono all’infinito.
Nell’iconografia spirituale indù SHAKTI è rappresentata in diverse forme che mostrano i vari aspetti specifici attraverso i quali Lei può essere adorata. Quelli più conosciuti sono: PARVATI, la Dea della Bellezza e dell’Incantesimo Divino, SATI l’aspetto tragico e KALI il volto terribile dell’Energia Divina.
Tuttavia, indifferentemente dall’aspetto attraverso il quale si manifesta, Lei è permanentemente e irresistibilmente attirata verso il Suo AMATO COSMICO SHIVA che, pieno di Amore, contempla affascinato la mistica danza manifestatrice della Sua Amata, danza che consiste nell’infinito alternarsi della Sua manifestazione STATICA e di quella DINAMICA. Shiva rappresenta l’aspetto maschile e simboleggia la contemplazione, la stabilità, la calma e la stabilità interiore.
Simboleggia la mente riflessiva, la saggezza e la tranquillità. Shakti, d’altra parte, è l’aspetto femminile di questa unione cosmica, e la sua energia è come un fiume impetuoso che scorre incessantemente attraverso l’essere, portando nuova vita e trasformazione.
Shakti è l’incarnazione della femminilità, con tutta la sua potenza e complessità.
Il dualismo e la pratica yoga
La pratica di yoga nasce porprio come conseguenza del dualismo, delle domande esistenziali. Parte una ricerca, una sperimentazione per esplorare quello che viene chiamata "Moksha". Nell'abbandonare l'idea che le divinità non sono responsabili di tutto, la nuova ideologia che nasce è "noi siamo quello che sono le nostre azioni". Attraverso la pratica si sperimentano limiti e capacità, diventando a volte anche pratiche severe di penitenze e mortificazioni. Nasce il lignaggio ascetico (600-700 ac) che porta un grande esodo dalle città e dalla sofferenza. Si aprono le strade alle pratiche del silenzio (Mouna) pratiche di Pranayama (respiro) e le prime asana prinicpalmente sedute. Questo è il periodo storico nel quale nascono i diversi sistemi dello yoga.
La pratica nello yoga moderno è molto diverso ma quello che continuiamo a fare è sperimentare lasciando che il respiro diventi il mezzo di comunicazione con il nostro corpo.
La nostra parte statica piu profonda, la nostra coscienza Purusha viene coinvolta in una danza di movimento da Prakriti la materia, il nostro corpo, il nostro guscio esterno.
La visione dei Veda considera l’intero universo o macrocosmo una vera e propria persona cosmica e questa persona è Purusha... il nostro corpo umano è una replica in miniatura, un microcosmo. La mappa dei campi energetici del corpo umano non è che un riflesso della mappa dell'universo.
Neil deGras Tyson un astrofisico americano dice: noi siamo polvere di stelle non metaforicamente ma letteralmente.Noi siamo l'universo.
Spesso yoga viene approcciato come sport, movimento di allungamento o di forza ma dobbiamo ricordare che attraverso il respiro andiamo a stimolare gli strati piu profondi delle energie sottili, il nosro microcosmo.
Tutti noi abbiamo un Shiva/Shakti che ci accompagna nella pratica, e il trovare l’equilibrio nelle energie è una delle sfide che piu mi appassionano.
E comunque SEMPRE la chiave è il respiro.
Ricordiamo che esiste una realtà indipendente dalla nostra percezione, quella realtà che può essere chiamata Brahman o Dio o Universo
Noi viviamo la quotidianità nel velo di Maya cioè nel mondo percepito e filtrato dai nostri sensi (fenomeno). La nostra pratica è dettata e guidata da queste percezioni illusorie rischiando di diventare noi stessi dei “fenomeni” da tappetino.
Ascoltare il repiro, ascoltare le sensazioni, di rimanere presenti nella pratica e di permettere al nostro Shiva di bilanciare la nostra Shakti e viceversa.
Srotolando il tappetino yoga entriamo nel viaggio
Inizia la pratica che riflette una crescita, in ascolto delle emozioni e dell’energia che scorre, in ascolto del repiro che guida
Nella calma della mente troviamo equilibrio leggerezza benessere e soddisfazione
#seeyouonthemat

